LO SHERLOCK HOLMES ITALIAN FANCLUB AUGURA A TUTTI I LETTORI
BUONA PASQUA
Buongiorno a tutti, questo blog nasce al fine di condividere la mia personale passione per la lettura ed in particolarmodo per il personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Buon divertimento e buona lettura
In un mondo di fatine, animali parlanti, giochi di carte, trottole e chi più ne ha più ne metta, per gli appassionati di Sherlock Holmes spicca un nuovo, più o meno, personaggio dei cartoni animati giapponesi...Detective Conan. Abbiamo già parlato in passato del rapporto tra Sherlock Holmes ed i cartoni animati e sicuramente in futuro lo rifaremo perché di certo le storie non si concludono qui, ma essendo questo giovane personaggio tra i cartoni più attuali è sicuramente degno di nota anche per la sua struttura storica. Detective Conan è un manga uscito in Giappone nel 1994. La sua storia è semplice quanto intricata tra misteri di gravità più o meno intensa. La trama riguarda il giovane diciassettenne Shinichi Kudo, un liceale giapponese, grande fan di Sherlock Holmes, Non disdegna partecipare attivamente spesso alle indagini della polizia su casi particolarmente interessanti per il suo giovane intelletto. Volendo essere lo "Sherlock del nuovo millennio" sfida ogni colpevole con le sue deduzioni veramente acute. Innamorato della coetanea Ran Mori, figlia di un, meno deduttivo, detective giapponese, durante una visita ad un nuovo parco giochi, il Tropical Land, riesce a risolvere un caso di omicidio. Durante un giro all'interno del parco stesso, mentre stava per andare vie, assiste ad uno scambio di una grossa somma di denaro tra due loschi soggetti, decide di seguirli lasciando Ran, per osservare dove si recavano i due soggetti sospetti. Resosi conto di essere seguiti e scoperti, aggrediscono il giovane detective e gli iniettano un a sostanza, chiamata APTX4869, che lo riporta all'età di dieci anni. Rifugiatosi da un vicino, il professor Hiroshi Agasa, decide di acquisire il nome di Conan Edogawa prendendo spunto da Sir Arthur CONAN Doyle, autore di Sherlock Holmes, e Ranpo EDOGAWA, scrittore di romanzi gialli giapponese che ha dato vita al personaggio di Kogoro Akechi. Da questo momento Conan risolverà tutti i casi che verranno affidati a Kogoro, padre di Ran, ed in seguito assistito da dei ragazzi suoi compagni di gioco e di scuola, con cui formerà la squadra dei "giovani detective".
Ovviamente sarebbe strano vedere un bimbo di
dieci anni che si interfaccia con colpevoli e polizia e perlopiù risolvendo in
modo magistrale ogni caso quindi, grazie a delle invenzioni del Professor
Agasa, sfrutta un orologio spara darsi soporiferi, con cui stordisce ed
addormenta Kogoro o chi, in quel momento, è più comodo e grazie ad un
modulatore vocale presente nel suo piccolo papillon rosso, riesce ad imitare
perfettamente la voce del soggetto da lui addormentando descrivendo
magistralmente la soluzione del caso, ed attribuendo, involontariamente, delle
capacità deduttive ed una fama nazionale a Kogoro che in realtà non gli
appartengono. Ovviamente ogni indagine che affronta ed ogni caso che risolve lo
avvicina sempre più alla sua reale meta, risolvere il mistero degli
"uomini in nero" che lo hanno ridotto all'età di dieci anni con la
speranza di trovare un antidoto che gli permetta di tornare alla sua vera età.
Interessanti, durante le varie edizioni di questo cartone animato, sono i
personaggi con cui Conan dovrà scontrarsi o incontrarsi. Durante una puntata
parteciperà anche ad un videogioco futuristico che grazie ad una realtà
virtuale, catapulterà lui e tutti i suoi amici nell'antica Londra dove avrà
modo di affrontare il Professor James Moriarty ed incontrerà il suo
idolo...SHERLOCK HOLMES.
Non poteva necessariamente mancare il violino o la babbuccia dove Holmes custodiva il suo tabacco. Tutto all'interno di quella casa ricordava in modo palpabile ogni singola parola scritta nei romanzi o nei racconti. Sembrava che da un momento all'altro dovesse apparire la Signora Hudson con in mano un vassoio con del buon tè ed un piattino di biscotti. In una stanza adiacente vi erano altri oggetti come ovviamente un diario su cui ogni visitatore poteva lasciare una frase o comunque un segno del proprio passaggio in quel luogo. Ad un muro, incorniciate, si trovavano le lettere VR che Holmes incise sparando al muro in un momento, per così dire, di "noia". Infine si poteva arrivare, tramite un'altra scala, al piano superiore dove si trovava il bagno ed un piccolo sottotetto dove si trovavano alcune valige. Ogni singolo angolo, ogni singolo centimetro di quella casa meriterebbe di essere citato, ma sarebbe impossibile descrivere con le parole la sensazione che ho provato nel visitare la Casa-Museo. Chiunque conosca, anche solo per sentito nominare, Sherlock Holmes e le sue gesta, tanto da voler dedicare del tempo alla visita del 221b di Baker Street, non può restare indifferente allo spettacolo che si troverà davanti ed è inimmaginabile che non possa nascere il desiderio di rileggere tutti i racconti che lo riguardano nella mente di chi lo conosce già o di iniziare a leggerli per chi ne aveva sentito solo il nome.